Wednesday, 29 January 2014

BOZZA DI REGOLAMENTO INTERNO da redigere entro la fine di Aprile 2014



PREMESSA
In seguito ad un’opera di riforma legislativa e strutturale delle Confraternite della Diocesi, compiuta dal nuovo Statuto Diocesano, promulgato il 30 novembre 2006 dal Vescovo di Porto Santa Rufina Mons. Gino Reali; 
in riferimento e in ossequio al Decreto diocesano 76/360/06 nel quale il Vescovo dispone che "tutte le Confraternite della Diocesi accolgano il nuovo statuto con atto formale al fine di ottenere il decreto di riconoscimento canonico a norma del can. 312 § 2";
alla luce dei lavori svolti dalla Commissione Incaricata di Redigere una bozza del Regolamento interno che si è costituita formalmente durante l'Assemblea dei Confratelli riunitasi in data 2 Febbraio 2013;
viene qui di seguito definito il Regolamento interno, approvato dal Direttivo della Confraternita nella seduta del ___ maggio 2014 con verbale n. ___  e ratificato dai Soci riuniti in Assemblea Generale Straordinaria in data ______ maggio.2014 con verbale n. ___.
Lo stesso Regolamento, inviato al Cancelliere Diocesano di Porto Santa Rufina con lettera di presentazione del ___ maggio prot. n. _____ viene approvato dal Vescovo con Decreto n. _____ del 0 giugno 2014.
Art. 1
La Confraternita di Sant'Antonio Abate ha sede presso la Parrocchia di Santa Maria Assunta di Castelnuovo di Porto (RM), nella Diocesi di Porto Santa Rufina.
Art. 2
§ 1 La Confraternita persegue i seguenti scopi associativi: 
a. promuovere iniziative per la formazione permanente in campo religioso dei propri membri, nonché altre iniziative collaterali a sostegno della formazione religiosa
b. offrire una fattiva collaborazione nell'ambito della Parrocchia  per sostenere le manifestazioni del culto pubblico e della religiosità popolare
c. promuovere iniziative di carattere religioso, spirituale, educativo, culturale, assistenziale e di accoglienza in forme varie e sempre in accordo con le necessità parrocchiali e diocesane.
§ 2
La confraternita si propone di mantenere rapporti di comunione con la Parrocchia presso la quale ha la propria sede, con le altre Confraternite e con le Associazioni operanti nel territorio in spirito di fraternità e di collaborazione.
Art. 3
Alla Confraternita di Sant'Antonio Abate possono aderire in modo pieno tutti i fedeli in possesso dei requisiti previsti dal Can. 316 - §1 ( "Non può essere validamente accolto nelle associazioni pubbliche chi ha pubblicamente abbandonato la fede cattolica, chi si è allontanato dalla comunione ecclesiastica e chi è irretito da una scomunica inflitta o dichiarata")
Art. 4
Sono Confratelli coloro che ne fanno richiesta scritta e sono accolti come tali, tramite atto formale, dal Priore della Confraternita, il quale deve avere il consenso del Consiglio Direttivo. Essi si impegnano a partecipare alla vita della Confraternita e a sostenerne le attività, versando una quota associativa annuale, da determinarsi dal Consiglio Direttivo.
Art. 5
§ 1. La vita cristiana e l’impegno apostolico sono alimentati
a. dalla PREGHIERA (Liturgia delle Ore o Rosario)
b. dalla frequenza ai Sacramenti,
c. dalla lettura e dalla meditazione della Sacra Scrittura,
d. dallo studio della Vita di Antonio scritta da S. Atanasio, 
e. dalla partecipazione (ANCHE tramite il Gruppo Facebook, il blog e le moderne tecnologie) alla vita comunitaria della Confraternita con l'obiettivo di moltiplicare i numero dei partecipanti  e intensificare gli incontri che di consuetudine sono stati sempre cinque (8 dicembre; 6 gennaio; il sabato e la domenica successivi al 17 gennaio; e nella seconda domenica successiva alla Festa di Sant'Antonio).
§ 2.I Confratelli si impegnano a condurre una buona vita cristiana, e ad adoperarsi con spirito di apostolato nell’attività della Confraternita.
Art. 6
§ 1. Oltre che nei casi previsti dalla disciplina canonica vigente per le Associazioni pubbliche di fedeli (can. 316 §2 del C.J.C.), un Confratello perde la sua qualifica:
o per rinuncia espressa: formale - da presentare per iscritto al Priore - o implicita (di fatto), con comprovata cessazione della partecipazione alla vita associativa da più di un anno;
o per dimissione deliberata dal Consiglio Direttivo, praemissa monitione senza esito positivo, nei seguenti casi:
a. grave turbamento dell’armonia della vita associativa;
b. grave e comprovata violazione di norme statutarie o disciplinari canoniche;
c. comportamenti gravemente riprovevoli sotto il profilo morale o dottrinale (can. 316 del C.J.C.).
§ 2. L’inizio da parte del Consiglio Direttivo di qualunque procedimento di verifica che potrebbe portare all’esclusione nei casi sopra contemplati deve essere comunicato all’interessato per iscritto entro dieci giorni dalla decisione.
§ 3. La dimissione dei Confratelli avviene con atto formale del Priore. Il Confratello effettivo dimesso può ricorrere entro un mese dalla notifica dell’atto di dimissione al Vescovo Diocesano, a norma del can. 316 §2 del C.J.C.
§ 4. Chi esce dalla Confraternita, sia che questo avvenga per volontaria deliberazione o per legittima esclusione, non può pretendere nulla, a nessun titolo, per i beni eventualmente conferiti o i servizi eventualmente prestati alla stessa.
§ 5. Nel dimettere un Confratello si abbia particolare cura di salvaguardare i suoi diritti fondamentali e la sua buona fama, oltre che quella della Confraternita, in spirito di autentica carità.
Art. 7
Gli organi della Confraternita sono: a. l’Assemblea dei Confratelli; b. il Consiglio Direttivo; c. il Priore
d. il Segretario
Art. 8
§ 1. Il Priore è il presidente, rappresenta la Confraternita ed è coadiuvato da un Segretario con funzioni anche di Vicepresidente e di cassiere. Al Priore spetta il coordinamento della vita e dell’attività della Confraternita, oltre che la direzione dell’ordinaria amministrazione. In caso di assenza, inabilità temporanea o di impedimento, è sostituito in tutte le sue funzioni dal Segretario.
§ 2. Il Priore viene eletto dall’Assemblea dei Confratelli, e deve essere confermato dal Vescovo Diocesano, al quale la Confraternita è soggetta a norma del diritto (can. 315 del C.J.C. "Le associazioni pubbliche possono intraprendere spontaneamente quelle iniziative che sono confacenti alla loro indole; tali associazioni sono dirette a norma degli statuti però sotto la superiore direzione dell'autorità ecclesiastica"). 
§ 3. Il Priore resta in carica cinque anni e può essere confermato per altri due mandati consecutivi.
Art. 9
§ 1. Il Segretario viene designato dal Priore, udito il parere del Parroco. Il suo mandato è quinquennale, ma per gravi motivi può essere revocato dal Priore.
§ 2. La Confraternita deve presentare all’approvazione dell’Ufficio Economato della Diocesi il bilancio consuntivo di ogni anno.
Art. 10
L’Assistente Ecclesiastico della Confraternita è il Parroco.
Art. 11
§ 1. Il Priore, il Segretario ed il Parroco con i primi 12 Confratelli della lista (quelli che diventeranno festaroli nei successivi 12 anni), costituiscono il Consiglio Direttivo.
§ 2. Il Priore e il Segretario possono essere rimossi per giusta causa dal Vescovo Diocesano (can. 318 §2 del C.J.C.).
§ 3. Il Consiglio Direttivo collabora con il Priore nel raggiungimento degli scopi statutari e per l’ordinato governo della Confraternita.
§ 4. Il Priore convoca il Consiglio Direttivo, dandone mandato al Segretario, almeno una volta ogni tre mesi, e comunque in occasione di ogni decisione di rilievo per la vita della Confraternita. Il Consiglio Direttivo, in caso di votazione, delibera a maggioranza relativa dei presenti. In caso di parità, la dirime il voto del Priore.
§ 5. Il Consiglio Direttivo delibera gli atti di amministrazione straordinaria della Confraternita, soggetti alle autorizzazioni previste dalla normativa canonica vigente. Se detto Consiglio, per qualunque causa, mancasse ai suoi obblighi o fosse impedito ad operare, il Vescovo designerà un Commissario straordinario (can. 318 §1 del C.J.C.), con pieni poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione e con obbligo di rendiconto solo al medesimo Vescovo.
§ 6. Il Consiglio Direttivo esamina annualmente, al termine dell’anno associativo - che va dal 1° febbraio al 31 gennaio - una relazione redatta dal Priore sull’attività apostolica svolta dalla Confraternita; nella medesima sede approva anche il rendiconto finanziario (bilancio consuntivo), presentato dal Segretario.
Art. 12
§ 1. L’Assemblea Generale, composta dai tutti i Confratelli, è convocata, come è consuetudine, dal Priore due domeniche successive alla Festa di Sant'Antonio Abate, per l’approvazione del rendiconto.
§ 2. Viene poi convocata in seduta straordinaria dal Priore - previa consultazione del Consiglio Direttivo - quando egli lo ritiene necessario, o su richiesta di almeno un decimo dei Confratelli.
§ 3. Il Priore convoca l’Assemblea dando mandato al Segretario di comunicare per tempo ai Confratelli l’ordine del giorno e la data della convocazione.
Art. 13
§ 1. Le deliberazioni dell’Assemblea sono valide se prese a maggioranza assoluta dei voti espressi, qualunque sia il numero degli intervenuti.
§ 2. Per modificare il Regolamento interno della Confraternita si richiede il voto favorevole di due terzi dei Confratelli.  La delibera deve essere poi sottoposta all’approvazione del Vescovo Diocesano.
Art. 14
§ 1. Il patrimonio della Confraternita - che non ha fine di lucro - è costituito dalle quote annuali dei Confratelli, dai ricavati delle attività associative nonché da oblazioni, donazioni e legati.
§ 2. I beni della Confraternita, a norma del can. 1257 §1 del C.J.C., sono da considerarsi a tutti gli effetti beni ecclesiastici, e come tali soggetti ai controlli previsti dalla normativa canonica.
§ 3. Tutte le prestazioni dei Confratelli nei confronti della Confraternita sono gratuite. Essi possono chiedere il rimborso delle spese effettive fatte per conto della Confraternita ed in ragione del loro incarico soltanto se queste sono state preventivamente autorizzate dal Priore o dal Segretario.
§ 4. In caso di estinzione (100 anni dopo la morte dell'ultimo confratello), il patrimonio della Confraternita sarà corrisposto alla Diocesi di Porto – Santa Rufina.
Art. 15
§ 1. Oltre a quanto determinato specificamente negli articoli precedenti, la Confraternita è soggetta alla vigilanza del Vescovo Diocesano secondo quanto previsto dal diritto comune ed in particolare a norma dei cann. 305 e 319 del C.J.C. La Confraternita deve far riferimento al Vescovo Diocesano per dirimere le questioni di carattere disciplinare o di interpretazione della norma.
§ 2. Per quanto non previsto nel presente Statuto valgono le norme del Codice di Diritto Canonico applicabili alle Associazioni Pubbliche di Fedeli e, in quanto compatibili, le Leggi dello Stato Italiano in materia di Associazioni di carattere religioso e di Enti ecclesiastici.

COMMENTO:
In questa bozza di Statuto ho evidenziato in neretto ROSSO quello che non è nella prassi della Confraternita, ma che ci dobbiamo porre come obiettivo da raggiungere se desideriamo ritrovare le RADICI nella devozione a Sant'Antonio Abate. Dobbiamo immaginare tre cerchi concentrici il primo cerchio (art. 1), quello più grande , è rappresentato dallo Statuto Diocesano; il secondo è la Parrocchia (art. 2) di cui questo Regolamento è espressione e il terzo cerchio, la confraternita di Sant'Antonio Abate (art. 3) con i suoi 106 confratelli (che manifesta le sue norme attraverso una tradizione che è prima di tutto ORALE, non scritta, fatta di un legame profondo con questo territorio che ama. La relazione tra queste 106 persone è qualcosa che non può essere tradotta in una serie di articoli perché è complessa, siamo legati dal sangue, dalle amicizie che hanno legato i nostri nonni che hanno condiviso guerre, povertà, fatica, lavoro dei campi, condivisione di quel poco che avevano. Devo essere sincero, quello che mi lega a Sant'Antonio è più il mio AMORE per NONNO ANTONIO (che stava seduto vicino al tavolo di Don Raffaele perché diceva che il vino che davano a lui durante il rinfresco era quello più buono) e NONNO SALVATORE (che suonava la tromba nella Banda); il ricordo dell'appello e l'orgoglio con cui quando sentivo il mio nome gridavo con tutto il fiato che avevo PRESENTE. Il ricordo sempre vivo dei miei cugini carnali, con i quali sono cresciuto e che erano anche loro confratelli (Antonio e Pietro). La gioia nel vedere il pallone ascendere verso il cielo. Il fuoco al centro della piazza. La banda. Leggendo altri Regolamenti interni ho notato che hanno inserito troppi articoli e troppe clausole. Io credo che come è stato scritto un VADEMECUM del Festarolo si debba scrivere anche un VADEMECUM dei Confratelli del Consiglio Direttivo e un VADEMECUM per ogni singolo Confratello che decide di iscriversi. Ma queste Regole non devono entrare nel Regolamento Interno, fanno parte della sua attuazione e possono essere adottate di anno in anno nella prima Delibera del Nuovo Consiglio Direttivo. Io inviterei nel Consiglio Direttivo anche dei GIOVANI (con la DELEGA del NONNO o del PADRE e quindi con DIRITTO DI VOTO o come responsabili delle attività da proporre alla prossima festa o nella stesura di questo Regolamento Interno e nella gestione della Comunicazione on line.

1 comment:

  1. Ecco un esempio di alcune IDEE, emerse dal GRUPPO FACEBOOK, che riporto qui in sintesi. Non c'è bisogno di inserirle nel nostro Regolamento interno, ma saranno iscritte nel Verbale dell'Assemblea e entreranno nel VADEMECUM dei GIOVANI CONFRATELLI come traduzione IN PRATICA dell'art. 2: Art. 2
    § 1 La Confraternita persegue i seguenti scopi associativi:
    a. promuovere iniziative per la formazione permanente in campo religioso dei propri membri, nonché altre iniziative collaterali a sostegno della formazione religiosa
    b. offrire una fattiva collaborazione nell'ambito della Parrocchia per sostenere le manifestazioni del culto pubblico e della religiosità popolare
    c. promuovere iniziative di carattere religioso, spirituale, educativo, culturale, assistenziale e di accoglienza in forme varie e sempre in accordo con le necessità parrocchiali e diocesane.
    Mario Perini: Corse con i sacchi, la pentolaccia, l'albero della cuccagna, le corse con i somari, il palio della stella, le carrettelle. Magari ogni anno a gruppi di 8/10 persone (a rotazione) prendersi l'impegno di organizzare queste cose, magari si potrebbero organizzare giochi "sfidando" le altre confraternite richiamando magari più attenzione e magari ottenendo qualche giovane iscritto in più, ovvio che serve l'impegno da parte di noi tutti.

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